Category Archive: Diario di bordo

Natale 2025 Spagna

L’Ultimo Avamposto Bianco

(4 Gennaio 2026)
Il viaggio di rientro verso Torino si avvia alla conclusione, ma non prima di un ultimo, spettacolare cambio di scena. Abbiamo deciso di non correre verso casa, ma di regalarci un’ultima notte magica tra le vette.

La Risalita verso le Alpi
Dopo aver lasciato Le Puy-Sainte-Réparade, abbiamo puntato dritti verso il confine. È stata una risalita costante: abbiamo percorso 252 chilometri, vedendo il paesaggio trasformarsi fuori dal finestrino. I colori caldi della terra provenzale hanno ceduto il passo al bianco candido e al silenzio delle montagne.

Sosta a Claviere
Alle 16:30, abbiamo spento il motore a Claviere. Siamo arrivati in tempo per goderci l’ultima luce del sole che riflette sulla neve fresca. È la nostra “tappa di decompressione”: l’aria frizzante e il panorama alpino sono il modo migliore per riordinare i ricordi di questo inizio 2026 così movimentato.
Calore nel Gelo
Mentre fuori il termometro segna 7 gradi sotto zero, l’atmosfera dentro Camillo è l’esatto opposto. Ci godiamo i nostri 23 gradi di comfort, avvolti nel silenzio della neve che circonda il camper. È una sensazione bellissima: cenare al caldo mentre fuori tutto è congelato, assaporando la tranquillità di questa ultima sosta in alta quota.
Verso Casa
Domani rientreremo con calma. La discesa verso Torino sarà breve, il che ci permetterà di svuotare e sistemare Camillo senza fretta prima di pranzo. Una chiusura di viaggio serena, proprio come volevamo.

Oltre Montpellier: Storia a Piedi e Architettura senza Wi-Fi

Il terzo giorno dell’anno è stato un viaggio attraverso le ere geologiche e storiche: dal mare aperto alle paludi della Camargue, fino alle colline provenzali.
Mattina: Il Ritmo del Mare
Il risveglio tra Agde e Sète è stato rigenerante. Abbiamo dedicato la mattina a un’ultima passeggiata sulla spiaggia, respirando lo iodio prima di rimetterci in marcia.

Dopo le operazioni di rito con Camillo (carico e scarico acque per essere pronti a tutto) e una colazione tranquilla, alle 10:00 abbiamo puntato la prua verso est.
La prima sosta è arrivata presto: alle 11:30 eravamo già fermi a Frontignan/Solignac, un altro angolo di costa dove abbiamo pranzato con il rumore del mare come sottofondo.

Pomeriggio: Il Baluardo delle Crociate
Superata Montpellier, siamo entrati nel regno del sale e dei fenicotteri: Aigues-Mortes.

Cenni Storici: Questa città è un miracolo architettonico. Fu fondata nel XIII secolo da Re Luigi IX (San Luigi). A quel tempo, la Francia non aveva sbocchi sul Mediterraneo (la Provenza e Marsiglia non erano ancora francesi!). Il Re voleva un porto per lanciare le sue Crociate: acquistò il terreno dai monaci e costruì questa città fortificata perfettamente quadrata.
La sua particolarità? Le mura che vedete oggi sono esattamente quelle di 800 anni fa, rimaste intatte perché il mare, ritirandosi, ha trasformato il porto in una laguna, salvando la città dagli attacchi navali e dalle modernizzazioni. La Tour de Constance, che svetta sul borgo, fu poi usata come terribile prigione per gli ugonotti.
Camminare per Aigues-Mortes è stato come fare un salto indietro nel tempo, tra le pietre dorate che hanno visto partire migliaia di cavalieri verso l’Oriente.
Verso la Provenza: L’Intoppo di Tadao Ando
Dopo la visita, siamo risaliti verso Château La Coste per la sorpresa dedicata all’architettura di Tadao Ando. Tuttavia, la tecnologia ci ha giocato un brutto scherzo: la mancanza di internet ci ha impedito di scaricare le mappe e capire come muoverci tra le decine di installazioni artistiche sparse per la campagna.
Non volendo vagare a vuoto, abbiamo deciso di “arrenderci” con un sorriso e siamo scesi a Le Puy-Sainte-Réparade per il pernottamento. Camillo è ora parcheggiato al calduccio, pronto per l’ultima parte del viaggio.

Tra le Dune e il Mare

(2 Gennaio 2026)
Dopo la giornata movimentata di ieri, avevamo bisogno di una mattinata di pace assoluta, e Argelès-sur-Mer ci ha regalato esattamente questo.
Una Mattina di Luce
Abbiamo dedicato tutta la mattinata a una lunga passeggiata sul lungomare. Senza fretta, abbiamo respirato l’aria del Mediterraneo e lasciato che il sole invernale scaldasse Camillo e i nostri pensieri. È stato il modo migliore per iniziare davvero il nuovo anno, camminando tra la pineta e la spiaggia, godendo di quel panorama unico dove le cime innevate dei Pirenei sembrano quasi toccare l’acqua.

Tradizioni e Partenza
Per pranzo, non potevamo mancare all’appuntamento con la fortuna: abbiamo gustato un ottimo piatto di cotechino e lenticchie, un rito che porta con sé i sapori di casa e l’augurio per un anno prospero.
Sazi e rigenerati, alle 14:30 abbiamo messo in moto Camillo. Abbiamo percorso circa 150 chilometri risalendo la costa della Linguadoca, attraversando paesaggi dominati dalle lagune e dal sale.

Sosta Strategica tra le Onde
Ci siamo fermati per la notte in un’area sosta camper spettacolare, situata esattamente a metà tra Agde e Sète.

Curiosità Geografica: Questa zona è una sottile striscia di terra, un istmo chiamato Lido, che separa il mare aperto dal bacino di Thau. Sostare qui significa essere circondati dall’acqua: da una parte il mare con il suo rombo costante, dall’altra la laguna, famosa per i suoi allevamenti di ostriche.
Siamo parcheggiati in riva al mare. Il suono delle onde è la nostra colonna sonora mentre prepariamo Camillo per la notte.
Un Segreto per Nadia
Domani sarà una giornata speciale: ho in serbo una sorpresa per Nadia, un luogo che sono sicuro la lascerà senza parole.
Dove andremo? Non posso svelarlo ora, per non rovinare l’attesa… lo scoprirete nel prossimo post sul blog

L’Inizio in Salita e il Lieto Fine ad Argelès

Il primo giorno del 2026 rimarrà impresso nella nostra memoria come una vera e propria corsa a ostacoli, un test di resistenza che si è concluso, fortunatamente, nel migliore dei modi.
Un mattino di “tasse” impreviste
Siamo partiti da Sant Pere Pescador alle 12:00, dopo una passeggiata in spiaggia ancora avvolti dall’atmosfera magica del veglione.

Ma il destino ha deciso di presentarci subito il conto: una sosta al distributore locale ci è costata 50 euro di “mancia” forzata a causa di un malfunzionamento tecnico. Un inizio irritante, ma eravamo ancora fiduciosi.
Il confine e… il “passo” falso
Puntando verso nord, ci siamo fermati per il pranzo a La Jonquera, la storica porta tra Spagna e Francia.

Ma la sfortuna non aveva ancora finito con noi. Alla frontiera, abbiamo assistito (e purtroppo partecipato involontariamente) a uno spettacolo di inciviltà: qualcuno aveva pensato bene di svuotare la cassetta delle acque nere direttamente a terra. Nel caos del momento, ci sono finito letteralmente con i piedi dentro.
In quel momento, tra i soldi persi e l’incidente “profumato”, il primo dell’anno sembrava voler vincere lui. Ma un camperista non si arrende mai.
Il riscatto ad Argelès-sur-Mer
Dopo 77 km totali, alle 17:00 siamo arrivati ad Argelès-sur-Mer. Qui, la giornata ha finalmente cambiato colore.

Cenni Storici: Argelès è un luogo dove la geografia diventa poesia: è il punto esatto in cui i Pirenei si tuffano nel Mediterraneo (il celebre massif des Albères). Questa città di confine ha visto passare la storia, dai re di Maiorca ai profughi della Retirada, ma oggi per noi rappresenta solo la pace.
Ho fatto una lunga passeggiata sul lungomare, questa volta prestando molta attenzione a dove mettevo i piedi! Il percorso è ampio, pulito e sicuro, perfetto per godersi la brezza marina senza rischi. Ho respirato l’aria buona del golfo del Leone, lasciandoci alle spalle le disavventure della giornata.
Stasera: Calore e Mare
Ora siamo al calduccio dentro Camillo. Mentre fuori il buio avvolge la costa e il rumore ritmico del mare ci culla, stiamo preparando la cena. La temperatura interna è perfetta.
Nonostante i 50 euro persi e l’incidente alla frontiera, siamo qui, insieme, nel silenzio di una Francia che ci accoglie a braccia aperte. Il 2026 è iniziato col botto, ma la serata promette solo relax.
Cosa bolle in pentola stasera per cena? Spero sia qualcosa di speciale per festeggiare il superamento di questa giornata movimentata!
Per ora olive in scatola con l acciuga comprate qualche giorno fa a Cervera

L’Ultimo Tramonto sul Mediterraneo

(31 Dicembre 2025)
Il 2025 non poteva salutarci in modo migliore. La mattinata a Cervera è stata dedicata alla cura del nostro compagno di viaggio: alle 11:30, dopo aver completato tutte le operazioni di carico e scarico, differenziato i rifiuti e fatto una spesa regale al supermercato per il cenone, abbiamo puntato la prua di Camillo verso il mare.
Tra i Vulcani e il Mare
La risalita verso la Costa Brava ci ha regalato paesaggi mozzafiato.

Alle 13:00, ci siamo fermati per il pranzo a soli 8 chilometri da Olot.
Cenni Storici e Curiosità: Olot è situata nel cuore della Zona Vulcanica della Garrotxa. È un luogo unico in Europa, circondato da ben 40 coni vulcanici ormai spenti e ricoperti di vegetazione. Pranzare in questa zona, dove la terra è scura e fertile, dà la sensazione di trovarsi in un paesaggio primordiale, a metà strada tra la montagna e la costa.
Sant Pere Pescador: La Nostra Terrazza sull’Infinito
Abbiamo proseguito il viaggio e alle 16:00, dopo 208 chilometri totali, abbiamo raggiunto la meta finale dell’anno: Sant Pere Pescador.
Cenni Storici: Questo antico borgo agricolo e marinaro sorge vicino alle foci del fiume Fluvià. La sua spiaggia è una delle più lunghe e meglio conservate di tutta la Catalogna, un arco di sabbia dorata che si estende per chilometri all’interno del Golfo di Roses. Qui la natura domina ancora selvaggia, protetta dal Parco Naturale degli Aiguamolls de l’Empordà.

Il Veglione di Camillo
Ora, mentre il sole cala all’orizzonte e il rumore del mare ci fa compagnia, Camillo si sta trasformando nel ristorante più esclusivo della Spagna. Le luci sono calde, l’atmosfera è quella delle grandi occasioni. In cucina fervono i preparativi: il rito propiziatorio del cotechino e delle lenticchie che abbiamo portato con cura da Torino. Lo spumante è in fresco, pronto a saltare allo scoccare della mezzanotte.
Siamo qui, in riva al Mediterraneo, con la libertà che solo il camper sa regalare. Nadia potrà godersi la brezza marina senza fatica, dato che la spiaggia qui è una distesa piatta e accessibile, un tappeto di sabbia che invita a guardare le stelle.
Il 2025 finisce qui, tra il profumo del mare e il calore di casa nostra su ruote.

Dagli Archi dell’Impero al Cuore della Catalogna

(30 Dicembre 2025)
Il penultimo giorno dell’anno è stato una vera cavalcata attraverso la storia e i paesaggi della Spagna. Abbiamo lasciato Sigüenza alle 9:30, con il cuore ancora colmo della maestosità del suo castello, puntando verso una delle perle più antiche dell’altopiano castigliano.
Medinaceli: La Porta del Cielo
Alle 10:30 siamo approdati a Medinaceli, un borgo che sembra sospeso tra le nuvole.

Dopo una colazione rigenerante e le necessarie operazioni tecniche per Camillo nell’area di scarico, ci siamo immersi nel silenzio millenario di questo villaggio.
La vista dell’Arco Romano del I secolo ci ha lasciati senza fiato.
Cenni Storici: Questo non è un arco qualunque: è l’unico arco romano a tre fornici rimasto in piedi in tutta la Spagna. Immaginate la potenza di Roma che, duemila anni fa, erigeva questa mole di pietra a 1.200 metri di altitudine per segnare il confine e la gloria dell’Impero sulla strada tra Mérida e Saragozza. Passeggiare sotto le sue campate, sentendo il vento che soffia sulla valle dello Jalón, è stato come viaggiare nel tempo.

Un Pranzo da Re e la Risalita ad Est
Alle 12:00 abbiamo salutato Medinaceli, decisi a macinare chilometri verso oriente. Ma la vita in camper è fatta anche di piaceri, e alle 13:00, in direzione Saragozza, abbiamo trasformato una piazzola in un ristorante stellato. Il menù? Gamberi freschi, tortilla dorata e un calice di spumante per brindare a questo viaggio incredibile. Un momento di puro godimento prima di rimetterci al volante.
Il pomeriggio è stato un lungo fluire di asfalto e panorami che cambiavano colore sotto la luce di fine dicembre.

Verso le 17:00, mentre il sole iniziava a calare, ci siamo concessi una pausa rinvigorente con una tisana calda, un piccolo rito per scaldare l’animo e mantenere la concentrazione.
Cervera: La Sosta Finale
Dopo una tappa di ben 393 chilometri, siamo arrivati a Cervera alle 18:30.
Curiosità Storica: Cervera è una città con un’anima profondamente catalana. È famosa per la sua imponente Università, fondata dal re Filippo V nel XVIII secolo. L’architettura barocca dei suoi edifici e il fascino medievale dei suoi vicoli (come il famoso Carrer de les Bruixes, la via delle streghe) la rendono il luogo perfetto per la nostra sosta notturna.
È stata una giornata intensa: siamo passati dai resti dell’Impero Romano alla modernità delle autostrade, per finire nel cuore pulsante della Catalogna. Ora Camillo riposa, e noi con lui, pronti per l’ultimo giorno di questo 2025.

Tra Cattedrali e Fortezze

(29 Dicembre 2025)
Il nostro viaggio attraverso la Castiglia continua a regalarci emozioni intense. Dopo una notte tranquilla trascorsa all’ombra del castello di Chinchón, siamo partiti alle 11:30, pronti a risalire verso nord per scoprire nuove gemme medievali.

Chinchón: L’Addio ai Balconi
Prima di metterci in marcia, non potevamo mancare la visita al borgo. Passeggiare nella Plaza Mayor di Chinchón è un’esperienza surreale: i suoi 234 balconi in legno verde smeraldo sembrano osservarti come spettatori di un tempo antico. Abbiamo respirato l’atmosfera di questa “corte medievale” all’aperto prima di accendere i motori di Camillo e puntare verso la provincia di Guadalajara.
Una Sosta Moderna ad Alcalá de Henares
Lungo la strada, dopo circa un’ora di viaggio, abbiamo fatto una sosta strategica ad Alcalá de Henares. Qui abbiamo deciso di concederci un pranzo conviviale e abbondante da Muerde la Pasta, perfetto per ricaricare le energie prima della seconda parte del tragitto.

Curiosità Storica: Sebbene ci siamo fermati per il pranzo, vale la pena ricordare che Alcalá è la città natale di Miguel de Cervantes. È stata la sede di una delle università più antiche e prestigiose d’Europa, fondata nel 1499, ed è un sito Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Un luogo dove la cultura e la storia si respirano in ogni angolo.
Sigüenza: La Città del Doncel
Dopo 156 chilometri di paesaggi castigliani, siamo arrivati alla splendida Sigüenza alle 17:00. Questa città è un vero gioiello di pietra che svetta orgoglioso sul paesaggio circostante.
La nostra prima tappa è stata la Cattedrale di Santa María.
Cenni Storici: Iniziata nel 1124 in stile romanico, la cattedrale è una vera “chiesa-fortezza”. Al suo interno si trova una delle sculture funebri più famose al mondo: il Doncel di Sigüenza. Si tratta della tomba di Martín Vázquez de Arce, un giovane cavaliere morto durante la guerra di Granada. La particolarità? A differenza delle classiche statue dormienti, il Doncel è raffigurato semisdraato mentre legge un libro, simbolo di un cavaliere che era sia uomo d’armi che di cultura.
Notte sotto il Maniero
Per concludere degnamente la giornata, abbiamo portato Camillo nel punto più alto e suggestivo della città. Abbiamo scelto di sostare proprio ai piedi del Castello di Sigüenza.
Cenni Storici: Questo imponente castello-palazzo fu costruito sopra una fortezza araba e divenne la residenza dei vescovi guerrieri che governarono la città per sette secoli. Oggi è un prestigioso Parador, ma la sua mole massiccia con le torri merlate domina ancora l’intera valle dell’Henares.
Dormire qui sotto, con le mura illuminate che si stagliano contro il cielo notturno, ci fa sentire parte di una cronaca medievale. Il silenzio è interrotto solo dal vento che soffia tra le torri. Domani esploreremo meglio i vicoli di questo borgo incantato prima di proseguire la nostra risalita verso casa.

Camillo nel regno delle Tre Culture: 146 km di storia tra Toledo e Chinchón

28 Dicembre 2025
Il viaggio di oggi è stato un autentico salto nel tempo, una traversata di 146 chilometri che ci ha portato dal cuore della Mancia alle soglie della capitale, attraverso città che sembrano scolpite nella leggenda.
Toledo: La Città delle Tre Culture
Siamo partiti da Consuegra alle 9:00, lasciandoci alle spalle i mulini a vento per puntare dritti verso la maestosa Toledo, dove siamo arrivati alle 11:00. Entrare a Toledo è come sfogliare un libro di storia vivente: qui per secoli hanno convissuto cristiani, musulmani ed ebrei, lasciando un’impronta indelebile in ogni vicolo.
La nostra immersione nella storia è iniziata con il Monastero di San Juan de los Reyes.

Cenni Storici: Questo gioiello dello stile gotico isabellino fu fatto costruire dai Re Cattolici alla fine del XV secolo. Il suo chiostro è considerato uno dei più belli di Spagna, un intreccio di pietra che sembra merletto, pensato originariamente come mausoleo reale.
Abbiamo poi proseguito verso la Sinagoga di Santa María la Blanca.

Nonostante il nome cristiano, è uno dei più antichi esempi di architettura mudéjar al mondo. Le sue pareti bianche e le file di archi a ferro di cavallo ci hanno trasportato in un’atmosfera di pace assoluta.

Dopo una passeggiata rigenerante tra i negozi di artigianato, abbiamo visitato il Museo de Santa Cruz. Un tempo ospedale rinascimentale, oggi custodisce opere di valore inestimabile, tra cui i capolavori di El Greco.

Tra una via e l’altra, abbiamo acquistato un regalo speciale: una collana di perle per Nadia. Dopo un pranzo tra le mura medievali, abbiamo ripreso la marcia alle 15:30.
Chinchón: Notte ai piedi del Castello
Alle 17:00 siamo giunti a Chinchón. Per questa notte abbiamo scelto una posizione spettacolare: ci siamo fermati proprio ai piedi del castello, che domina la città dall’alto.
Cenni Storici: Il Castello de los Condes, costruito nel XV secolo e ricostruito più volte a causa di assedi e incendi (l’ultimo dei quali appiccato dalle truppe napoleoniche), non è visitabile internamente ma la sua mole di pietra domina l’intero abitato. Dormire sotto le sue mura regala un senso di protezione e nobiltà d’altri tempi.
Da quassù la vista è incredibile, ma la vera visita del borgo e della sua celebre Plaza Mayor (famosa per i suoi 234 balconi in legno chiamati claros) la rimandiamo a domani. Mentre Camillo riposa all’ombra della fortezza, noi ci godiamo il silenzio di questa serata castigliana, pronti a scoprire ogni segreto di Chinchón al mattino.

Nel Cuore del Gigante (27 Dicembre 2025)

Il risveglio a Consuegra ha il sapore dei sogni d’altri tempi. Dopo le avventure dei giorni scorsi, oggi abbiamo scelto di lasciare che fosse il tempo a dettare il ritmo. Alle 10:00, con la calma che solo la vita in camper sa regalare, abbiamo aperto le porte di Camillo per trovarci al cospetto di uno dei panorami più iconici di tutta la Spagna: la cresta del Cerro de la Calderico.

La Scalata ai Giganti
Ci siamo incamminati a piedi verso la collina dove svettano i dodici maestosi mulini a vento e l’imponente castello medievale.

Camminare verso di loro è come sfidare la letteratura stessa. Questi mulini sono i famosi “Giganti” che ispirarono Miguel de Cervantes nel Don Chisciotte. Ognuno ha un nome proprio: abbiamo salutato il mulino “Bolero”, dove si trova l’ufficio turistico, e ammirato “Sancho”, che conserva ancora il meccanismo originale del XVI secolo. Accanto a loro, il Castello di Consuegra, una fortezza dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, domina la pianura della Mancia.
Siamo rientrati alla base alle 13:00, con i polmoni pieni d’aria fresca pronti per un pranzo in camper: salmone affumicato, leggero e raffinato, perfetto per ricaricare le pile dopo la scarpinata.
L’Incantesimo del Crepuscolo
Nonostante i motori di Camillo fossero pronti a ruggire per le 17:00, la magia di questo luogo ci ha trattenuti. C’è qualcosa di magnetico in questa collina che ti impedisce di andartene. Abbiamo deciso di restare qui un’altra notte, una scelta dettata dal cuore.

Mentre il sole iniziava la sua discesa, sono tornato da solo per un secondo giro tra i mulini. Alle 19:00, nel silenzio del crepuscolo, le pale immobili contro il cielo che cambiava colore sembravano davvero giganti in attesa. È stato un momento di riflessione pura, un contatto silenzioso con l’anima della Castiglia.

Una Serata di Meritato Relax
Rientrato alle 19:00, abbiamo chiuso fuori il freddo della Mancia. Ora, all’interno del calore accogliente di Camillo, la serata scorre lenta tra una cena ristoratrice e un po’ di relax davanti alla TV. Fuori la notte avvolge i mulini, ma noi siamo qui, protetti e felici, nel cuore di una terra leggendaria.