La giornata di mercoledì 11 marzo è iniziata con l’ultimo saluto alla Capitale. Prima di lasciare Roma, abbiamo dedicato la mattinata a un ultimo giro in sella alla moto, puntando dritti verso il cuore del centro storico per ammirare il Pantheon. Questo monumento, uno dei meglio conservati dell’antichità, colpisce sempre per la sua maestosa cupola emisferica in calcestruzzo, la più grande al mondo mai realizzata senza armatura. Edificato originariamente da Agrippa e poi ricostruito da Adriano, il Pantheon rappresenta l’apice dell’ingegneria romana, con il suo celebre “oculo” centrale che lascia entrare la luce (e talvolta la pioggia) nel tempio dedicato a tutte le divinità.
Conclusa la visita, siamo rientrati all’area di sosta per le operazioni tecniche di scarico e carico delle acque, fondamentali per la vita itinerante.



Alle 12:00 precise siamo partiti in direzione Tivoli, con l’obiettivo di visitare Villa Adriana. Appena arrivati ci siamo concessi una pausa per il pranzo, preparandoci alla scoperta di quella che fu la dimora extraurbana dell’imperatore Adriano nel II secolo d.C. La villa è un complesso monumentale unico, concepito come una “città ideale” che riproduceva i luoghi più belli dell’impero visitati dal sovrano, come il Canopo o il Pecile.
Tuttavia, il destino aveva in serbo un imprevisto. Proprio mentre raggiungevamo a piedi la cima del colle, dove le prime rovine iniziavano a svelarsi, un temporale violentissimo ci ha sorpresi. Pioggia battente e grandine hanno trasformato il giardino in un acquitrino in pochi istanti. Abbiamo cercato riparo sotto un albero, ma la violenza del fenomeno ci ha bagnati completamente in pochi minuti. Vista l’impossibilità di proseguire, abbiamo desistito e siamo tornati di corsa al camper.
L’amara sorpresa è proseguita una volta saliti a bordo: nella fretta della partenza avevamo dimenticato un oblò aperto. L’acqua era ovunque: sui sedili, sul tavolo e a terra. Abbiamo passato il tempo necessario ad asciugare ogni superficie e a rimettere in ordine l’abitacolo. Fortunatamente, al termine delle pulizie, il sole è tornato a splendere. Nadia ha preferito restare al caldo in camper a guardare la TV, mentre io ho deciso di tornare nell’area archeologica per completare finalmente la visita della villa, godendomi il fascino dei resti romani lavati dalla pioggia e illuminati dalla luce post-temporale.



Conclusa la visita, ci siamo rimessi in marcia verso nord-ovest, raggiungendo Caprarola alle 19:30. Questo borgo è celebre soprattutto per il maestoso Palazzo Farnese, una delle più spettacolari residenze rinascimentali d’Europa, progettata dal Vignola con la sua caratteristica pianta pentagonale. La giornata si è conclusa in totale relax: una cena tranquilla e il calduccio del camper davanti alla televisione, lasciandoci alle spalle l’avventura acquatica di Tivoli.