Dalle Cime ai Filari: Diario di un Rientro tra Nebbia e Barolo

Dalle Cime ai Filari: Diario di un Rientro tra Nebbia e Barolo

Esistono viaggi che seguono il programma alla lettera e viaggi che, invece, si lasciano scrivere dal meteo. Il nostro ultimo weekend in camper appartiene alla seconda categoria: una fuga iniziata tra i vapori caldi dei Bagni di Vinadio e conclusasi tra le colline pettinate di Langa, sfidando una pioggia che voleva essere neve e una nebbia che ha reso tutto più magico.
L’addio alla Valle Stura
Il risveglio a Vinadio ha avuto il sapore tipico dell’alta quota in inverno. Fuori dall’oblò del camper, il paesaggio era sbiadito: una miscela di nebbia fitta e pioggia ghiacciata che picchiettava sul tetto, pronta a trasformarsi in fiocchi di neve. Inutile forzare la mano alla montagna; la decisione è stata unanime: si scende a valle.
Dopo una colazione rigenerante in paese, abbiamo lasciato che i tornanti ci portassero lontano dal grigio delle vette per cercare rifugio in uno dei “salotti” più eleganti d’Italia.
Il calore di Barolo e il fascino di Grinzane
Arrivare a Barolo per pranzo è stato come cambiare improvvisamente scenografia. Se a Vinadio dominava il bianco e il grigio, qui sono i colori della terra e del vino a farla da padroni. Ci siamo concessi un pranzo lento — uno di quelli che solo le Langhe sanno offrire — per poi dedicarci al relax totale. Passeggiare per il borgo di Barolo, tra le enoteche storiche e i vicoli che profumano di mosto, è un’esperienza che riconcilia con il mondo, anche quando il cielo resta coperto.
Verso sera, il nostro fedele compagno di viaggio ci ha portati a Grinzane Cavour. C’è qualcosa di solenne nel castello che domina la valle, specialmente quando le luci della sera iniziano a punteggiare le colline circostanti. Abbiamo cenato lì, nel silenzio dei vigneti, programmando la visita culturale per il mattino seguente.
L’imprevisto e il rito del rientro
La mattina ha portato una piccola sorpresa: il Castello di Grinzane era chiuso. Ma nel viaggio in camper, la destinazione è spesso solo un pretesto. Ci siamo goduti la maestosità della struttura dall’esterno, scattando foto a quelle mura che hanno visto nascere l’Unità d’Italia, prima di puntare la prua verso casa.
La sosta finale vicino a Carmagnola, in località Motto, è stata la degna conclusione del tour. Un ultimo pranzo conviviale e poi la parte meno poetica, ma fondamentale, della vita “en plein air”: la pulizia del camper. Scarico, carico, ordine interno; gesti rituali che segnano la fine di un’avventura ma che, allo stesso tempo, preparano già alla prossima.
Riflessioni post-viaggio
Tornando a casa abbiamo riavvolto il nastro di questi tre giorni. Non abbiamo visto tutto quello che avevamo previsto, ma abbiamo vissuto esattamente ciò di cui avevamo bisogno: il silenzio della neve, il sapore del Barolo e la libertà di cambiare rotta in qualsiasi momento.

stefano