Cambio di rotta e muri di neve: il fascino dell’imprevisto

Cambio di rotta e muri di neve: il fascino dell’imprevisto

C’è un momento preciso, durante un viaggio in camper, in cui capisci che l’orologio non è più il tuo padrone, ma solo un accessorio sul cruscotto. Quel momento, per noi, è arrivato stamattina. Il camper era già carico e pronto da ieri, una sentinella silenziosa che aspettava solo il giro di chiave. Eppure, abbiamo scelto di restare a dormire a casa. Un ultimo saluto al letto “fermo”, una doccia senza risparmio d’acqua e poi, con tutta la calma del mondo, una colazione al bar.
Siamo partiti alle 11. Senza fretta, senza l’ansia di dover “arrivare”. Le ruote hanno iniziato a macinare i chilometri delle statali piemontesi mentre il paesaggio fuori dal parabrezza cambiava colore, virando verso i toni dell’inverno più profondo.
Verso le 13, nei pressi di Cuneo, la fame ha bussato alla porta della dinette. Abbiamo deciso di onorare la nostra casa su ruote: salmone, una selezione di formaggi che profumavano e una bottiglia di spumante ghiacciato. È stato lì, tra una bollicina e l’altra, che è successo: la magia dell’itinerante. La nostra prua era puntata verso Entracque, ma guardandoci negli occhi abbiamo capito che la strada aveva altri piani per noi. Abbiamo cambiato idea in un istante. Destinazione: Bagni di Vinadio.
Siamo arrivati intorno alle 16. La strada per salire quassù è un’esperienza che ti riconcilia con la potenza della natura. Man mano che salivamo, i bordi della carreggiata hanno iniziato a sollevarsi: muri di neve altissimi, pareti bianche e compatte che in alcuni punti raggiungono quasi l’altezza del camper stesso. Ti senti piccolo, protetto da quel guscio di vetroresina mentre scivoli in un corridoio di ghiaccio e silenzio.
Ci siamo sistemati in un’area di sosta che sembrava aspettare proprio noi. Era stata appena liberata per fare spazio alle auto che domani affolleranno la valle per una gara di sci di fondo, ma per stasera regna una pace assoluta. Il pomeriggio è volato via tra i passi nella neve fresca. Sono andato in avanscoperta, a caccia di quel contrasto primordiale che rende questo posto unico: da una parte il vapore denso e l’odore pungente delle pozze solfuree che ribollono dal cuore della terra, dall’altra il disegno geometrico delle piste da sci che tagliano il bianco immacolato dei pendii.
C’è una soddisfazione sottile nel sapere che domani la giornata sarà scandita da ritmi opposti eppure complementari. Il mattino sarà dedicato al calore avvolgente dei bagni termali, un abbraccio d’acqua che scioglie i muscoli e i pensieri. Il pomeriggio, invece, sarà il turno dello sci, della velocità e del vento freddo sulla faccia. Tutto questo è gratuito, un regalo della montagna a chi sa dove cercarlo.
Stasera, circondati da queste muraglie bianche, il camper è il nostro rifugio perfetto. Fuori la temperatura scende, ma dentro c’è il calore di una scelta fatta all’ultimo momento. Perché, in fondo, il vero viaggio non è quello che pianifichi sulla carta, ma quello che nasce spontaneo davanti a un bicchiere di spumante.

stefano