Il terzo giorno dell’anno è stato un viaggio attraverso le ere geologiche e storiche: dal mare aperto alle paludi della Camargue, fino alle colline provenzali.
Mattina: Il Ritmo del Mare
Il risveglio tra Agde e Sète è stato rigenerante. Abbiamo dedicato la mattina a un’ultima passeggiata sulla spiaggia, respirando lo iodio prima di rimetterci in marcia.



Dopo le operazioni di rito con Camillo (carico e scarico acque per essere pronti a tutto) e una colazione tranquilla, alle 10:00 abbiamo puntato la prua verso est.
La prima sosta è arrivata presto: alle 11:30 eravamo già fermi a Frontignan/Solignac, un altro angolo di costa dove abbiamo pranzato con il rumore del mare come sottofondo.




Pomeriggio: Il Baluardo delle Crociate
Superata Montpellier, siamo entrati nel regno del sale e dei fenicotteri: Aigues-Mortes.





Cenni Storici: Questa città è un miracolo architettonico. Fu fondata nel XIII secolo da Re Luigi IX (San Luigi). A quel tempo, la Francia non aveva sbocchi sul Mediterraneo (la Provenza e Marsiglia non erano ancora francesi!). Il Re voleva un porto per lanciare le sue Crociate: acquistò il terreno dai monaci e costruì questa città fortificata perfettamente quadrata.
La sua particolarità? Le mura che vedete oggi sono esattamente quelle di 800 anni fa, rimaste intatte perché il mare, ritirandosi, ha trasformato il porto in una laguna, salvando la città dagli attacchi navali e dalle modernizzazioni. La Tour de Constance, che svetta sul borgo, fu poi usata come terribile prigione per gli ugonotti.
Camminare per Aigues-Mortes è stato come fare un salto indietro nel tempo, tra le pietre dorate che hanno visto partire migliaia di cavalieri verso l’Oriente.
Verso la Provenza: L’Intoppo di Tadao Ando
Dopo la visita, siamo risaliti verso Château La Coste per la sorpresa dedicata all’architettura di Tadao Ando. Tuttavia, la tecnologia ci ha giocato un brutto scherzo: la mancanza di internet ci ha impedito di scaricare le mappe e capire come muoverci tra le decine di installazioni artistiche sparse per la campagna.
Non volendo vagare a vuoto, abbiamo deciso di “arrenderci” con un sorriso e siamo scesi a Le Puy-Sainte-Réparade per il pernottamento. Camillo è ora parcheggiato al calduccio, pronto per l’ultima parte del viaggio.